LibertàEguale

A cosa deve servire il Congresso Pd

di Andrea Ferrazzi

 

“Il Pd nasce come partito di centrosinistra e questo spazio adesso ce lo andiamo a riprendere noi”. Queste parole di Stefano Bonaccini rappresentano la sfida per riportare il Partito Democratico al Governo del Paese. Per portarlo a governare vincendo le elezioni e non attraverso tatticismi contingenti.

Prima delle alleanze, necessarie, il Pd deve pensare a se stesso, definendo i propri valori, la propria identità, i propri programmi. E lo può fare certamente non nascondendo le radici culturali e politiche da cui proviene, ma nemmeno cristallizzandosi su alcune di esse.

Se di “culture di origine” dobbiamo parlare, siano spese nella logica della “comunità di destino”, che guarda avanti. La tradizione cattolico democratica, quella social democratica, quella liberal-democratica, la cultura ambientalista: filoni politici culturali non solo da tenere insieme, ma da giocare in una nuova sintesi per il nuovo millennio.

Alcuni vorrebbero invece ridurre il Pd ad una solo cultura, peraltro cristallizzata sul passato. Bettini, per fare un esempio, immagina il ruolo del Cattolicesimo democratico come sommatoria di forze sociali, del soccorso sociale, del volontariato e non invece come esperienza con identità politica propria.

Altri pensano i temi ambientali come una sorta di “green washing politico” e non invece come la sfida planetaria che unisce salvaguardia del creato con crescita e benessere diffuso.

È così via.

Errori grossolani di analisi e si prospettiva, dagli esiti nefasti, quali la subalternità nei confronti delle altre forze politiche le quali, tra l’altro legittimamente, fanno il loro gioco, anche contro il Partito Democratico.

Il Pd deve superare tanto una politica di affannosa rincorsa verso salvatori esterni (vedi i 5Stelle) tanto un atteggiamento vittimistico-recriminatorio (vedi Azione e Italia viva).

Si impegni invece ad allargare il proprio consenso in base alla credibilità di ciò che propone al paese e in base alla autorevolezza, alla competenza e al radicamento territoriale delle persone che lo rappresentano.

Allora e solo allora, il Pd sarà capace di costruire una seria politica di alleanze.

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