LibertàEguale

Come funziona (davvero) il reddito di cittadinanza

di Ileana Piazzoni

SUL REDDITO DI CITTADINANZA – CAP 1

 

II M5S ha chiamato così una proposta di legge (depositata nel 2013) che in realtà disegnava una proposta di reddito minimo garantito, esistente in varie forme in tutti i paesi europei (dal 2017 anche in Italia e Grecia).

Non c’è mai stata dunque una proposta di legge per introdurre un reddito di base (di cui “reddito di cittadinanza” è quasi sinonimo) che significa un reddito dato a tutti i cittadini a prescindere dalle loro condizioni economiche e senza vincolarli a nessun obbligo.

Tuttavia, la proposta del M5S si caratterizzava per la platea ampia e gli importi del beneficio alti.

Mentre noi lavoravamo a creare una misura di reddito minimo per tutti coloro che si trovassero sotto la soglia di povertà assoluta (circa 5 milioni di persone), venivamo da loro molto criticati, perché avremmo dovuto prendere a parametro la c.d. povertà relativa, che riguarda quasi 9.5 milioni di persone. Il doppio, dunque.

Gli importi poi andavano da 780 euro per un singolo ai 3.120 euro per un nucleo di 7 persone, come potete vedere dallo specchietto qui sotto.

Importi totalmente al di fuori di ogni paragone con qualsiasi altro paese europeo, anche i più generosi (e con poche persone in condizioni di povertà).

Nella bozza di decreto legge si diceva invece che il massimo importo che il RdC può raggiungere è di 1.330 euro, e solo per chi risiede in un’abitazione in affitto.

Quindi hanno tenuto ferma la “fantomatica” cifra di 780 euro per non smentire la propaganda, ma hanno cambiato tutto il resto. Più avanti vedremo come.

(continua…)

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