LibertàEguale

Fiducia a Draghi: il Paese non può fallire

di Stefano Ceccanti

Perché il fallimento della politica non si trasformi in un fallimento del Paese: dare una maggioranza parlamentare all’iniziativa presidenziale. Una premessa e tre punti.

Premessa: io parlo per me, il Pd come partito e gruppi parlamentari ha le sue sedi di discussione e di decisione che esamineranno con attenzione la situazione nei tempi giusti.

Il primo punto da sottolineare è che la politica ha fallito, la fisiologia di sistema, il motore principale che raccorda maggioranza parlamentare e Governo ha fallito. Abbiamo pro quota fallito tutti, soprattutto noi che appoggiavamo la maggioranza preesistente che non è riuscita a ricomporsi. Ognuno ha i suoi giudizi sulle diverse responsabilità, ma non è comunque un bene.

Il secondo punto è che, come accade nei momenti in cui si blocca il motore principale, nel nostro ordinamento scatta il correttivo presidenziale che assume un’iniziativa. Accade a ragion veduta, perché il fallimento della politica non si trasformi nel fallimento del paese. Può essere un paracadute prezioso per il Paese, come in altre occasioni, ognuna delle quali può aver avuto pregi (credo prevalenti) e difetti (credo minori, da aver comunque presenti per non ripeterli).

Il terzo punto è che, in concreto, il correttivo presidenziale si presenta con le motivazioni di sicuro fondamento presentate dal Presidente Mattarella. Nessuno è obiettivamente in grado di confutarle. Si concretizza poi con la figura di Mario Draghi a cui il nostro Paese deve moltissimo.

Nessuno quindi capirebbe che una maggioranza di parlamentari, convergendo con le proprie differenze e sensibilità, da far valere nel confronto, si sottraesse a dare la fiducia. Non si può sbagliare sui fondamentali. È necessaria costituire una maggioranza solida all’iniziativa presidenziale.

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