LibertàEguale

Il virus si può battere. Ma serve un coordinamento globale

di Pietro Ichino

Un germe ad altissima letalità, che uccidesse molto rapidamente tutti gli umani che infetta, si estinguerebbe insieme alle sue prime vittime. Ma altre pandemie verranno, se non ci attiviamo per prevenirle: lo si può fare

 

Anche i germi sono soggetti alla legge dell’evoluzione delle specie: soccombono quelli che si rivelano meno adatti a sopravvivere e riprodursi.

Guardiamo la cosa dal loro punto di vista. I germi ci amano, perché siamo noi a fornire loro, insieme all’ospitalità in un ambiente ideale per moltiplicarsi, anche il servizio di trasporto indispensabile per trovare altri ospiti e propagarsi.

Un germe ad altissima letalità, che uccidesse molto rapidamente i suoi ospiti, non avrebbe alcuna possibilità di propagarsi: si estinguerebbe insieme alle sue prime vittime.

La morte dell’ospite è un effetto indesiderato anche dal punto di vista della speranza di sopravvivenza del germe, un incidente di percorso che ne rallenta l’espansione.

Ciò non toglie che ogni tanto un germe ad alta letalità faccia comunque la sua comparsa e produca i suoi effetti di selezione degli ospiti umani; ma, appunto, quando questo accade la platea dei possibili ospiti sopravvissuti, immunizzati, diventa molto… inospitale proprio per quel germe.

Il quale deve acquattarsi in qualche specie animale diversa o in qualche anfratto per un po’, in attesa che una nuova generazione della platea degli ospiti abbassi la guardia (fin qui un riassunto del cap. 11 di J. Diamond, Guns, Germs and Steel, 1997)(*).

Rispetto ai millenni passati, e anche ai secoli più recenti, oggi noi umani offriamo un ambiente ancora più propizio alla riproduzione e diffusione dei germi perché siamo propensi ad addensarci in città sempre più grandi, a riunirci in numero sempre maggiore per lavorare insieme, e per altro verso a spostarci in ogni parte del mondo molto più facilmente e rapidamente che in passato.

Per gli stessi motivi, la pandemia che ogni tanto spunta fuori, anche se non ci stermina, può causare un danno incomparabilmente maggiore rispetto al passato.

Prevederla e predisporre difese preventive efficaci è molto costoso e richiede un coordinamento globale; ma non è impossibile: le conoscenze scientifiche attuali lo consentono. Ci converrà farlo: ci costerà cara, ma sicuramente meno che subirla, come la stiamo subendo.

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(*) Trad. it.: Armi, acciaio e malattie, Einaudi, 2014.

 

(Tratto da www.pietroichino.it)

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