LibertàEguale

La lezione di Giulio Quercini

di Dario Parrini

 

La notizia della scomparsa di Giulio Quercini suscita in me profondo dolore. Mi stringo con affetto ai suoi cari ricordando Giulio come un amico e un maestro.
Nato a Siena nel 1941, si formò nelle file del Pci, nel cui comitato centrale entrò giovanissimo, nel 1969. Evidenziò presto qualità non comuni di dirigente politico e divenne uno degli esponenti del Pci più rappresentativi e autorevoli in Toscana. Dopo essere stato inviato a guidare la Federazione di Catania nel 1972, del Pci toscano Giulio fu segretario regionale dal 1978 al 1987.
Consigliere regionale dal 1980, nel 1987 divenne deputato.
Lavorò a stretto contatto con Achille Occhetto nella fase della Svolta, e fu capogruppo alla Camera del Pci e poi del Pds dal giugno 1990 fino alle elezioni del 1992.
Successivamente si è impegnato nell’associazione riformista “LibertàEguale”, avendo sempre come scopo il rafforzamento, all’interno della sinistra italiana, della cultura di governo e delle ragioni dell’innovazione e del socialismo democratico e liberale. Nel 2012, un anno prima della mia elezione a deputato, fu Giulio, insieme a Anna Bucciarelli, a chiedermi di prendere le redini di “LibertàEguale” in Toscana. Ricordo con emozione e gratitudine quel momento e i tanti incontri che vennero dopo.
Per Giulio non vi era contraddizione tra la difesa appassionata dell’unità del partito e la determinazione nell’ingaggiare con coraggio e lucidità battaglie interne e esterne di rinnovamento: reputava le due cose facce della stessa medaglia.
Ha sempre considerato un dovere primario la lotta alla demagogia e alla superficialità nella lettura dei fatti sociali.
Amava lo studio e la cultura. Detestava la faciloneria e i cedimenti al populismo.
Mi ha regalato insegnamenti di rigore e di analisi politica che non dimenticherò mai. Ne sentirò acutamente la mancanza.

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