LibertàEguale

L’alleanza europea per il nucleare civile

di Umberto Minopoli

 

In Europa è nata un’ Alleanza per il nucleare civile ed energetico. È fatta di 12 paesi, la maggioranza dei paesi dell’Unione, che hanno programmato di espandere la loro dotazione di centrali. E di mettere a fattor comune la loro dotazione di competenze e attività per sviluppare e potenziare la tecnologia.

Sono in vista importanti programmi costruttivi.

Tra decise e programmate sono 29 le nuove centrali previste in Europa. Ci sono, inoltre, programmi di rilancio di molte centrali europee (sulle 101 attualmente attive) giunte a fine vita di progetto e che possono essere rilanciate per qualche decennio, ancora, di attività.

La Francia è impegnata in un progetto di innovazione della sua flotta di impianti e ha lanciato il progetto di un nuovo reattore “europeo” nella famiglia degli small modular reactors, impianti di minore potenza che rappresentano il nucleare integrabile e complementare delle energie rinnovabili.

Si va verso il nucleare di quarta generazione (quello che userà in modo più efficiente il combustibile ed eliminerà il problema delle scorie). Sta giungendo alla fase della dimostrazione fisica la ricerca sulla fusione nucleare.

La nostra industria energetica più rappresentativa – Ansaldo, Enel, Eni – investe in questa nuova stagione del nucleare energetico. L’Italia è sede di una start up innovativa, NewCleo, sul nuovo nucleare, che sta ottenendo uno straordinario successo e credibilità tra gli investitori.

Si delinea una strategia europea per il nucleare civile da cui sarebbe criminale, per l’occupazione e la modernizzazione tecnologica, tener fuori il nostro paese.

I colloqui in Europa tra Macron e la Meloni hanno dischiuso a questo tema. Sarebbe il caso che le forze politiche uscissero dai blabla ripetitivi e disinformati sul nucleare e facessero scelte che consentano alla nostra industria, alle nostre Università, ai nostri centri di ricerca di partecipare a questa stagione di innovazioni e nuove costruzioni nucleari. E, al paese, di ammodernare e qualificare il proprio mix energetico.

La Francia grazie al nucleare è il paese in regola con gli obiettivi climatici ed emissivi e meno dipendente dalle importazioni di energia fossile. La Germania che ha ripudiato il nucleare è il paese che emette di più in Europa e quello più dipendente dalle energie fossili, dal carbone e dal gas russo.

Quale modello è più ecologico, on. Schlein? Ascolti anche lei un po’ la scienza, la tecnica e l’ingegneria.

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