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Glucksmann, l’ago della bilancia

Danilo Di Matteo lunedì 8 Luglio 2024
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di Danilo Di Matteo

 

Da noi l’ago della bilancia per antonomasia era Ugo La Malfa (soprannominato, non a caso, Ugo La Bilancia). Si pensi solo alla profetica Nota Aggiuntiva, presentata in Parlamento il 22 maggio 1962.

E Bettino Craxi ha guidato per lunghi anni, nel cuore degli anni Ottanta, l’esecutivo, pur essendo il leader del terzo partito nazionale. 

Oggi in Francia Emmanuel Macron è e resta di certo il presidente. Ma, con un’Assemblea nazionale tanto composita, l’ago della bilancia diviene a parer mio Raphaël Glucksmann, di fatto alla guida dei socialisti. I partiti personali, ecco uno dei messaggi di fondo, forse il principale, del voto francese, sono al tramonto. Un leader è tale in quanto espressione di una tradizione, di una storia, per quanto travagliata, di un radicamento sociale e territoriale. 

Gli elettori d’oltralpe, insomma, non hanno semplicemente impedito alla destra estrema e xenofoba di governare. Hanno anche posto le premesse per una rinascita democratica, pur fra mille e mille ostacoli, difficoltà e insidie; hanno provato a indirizzare le istanze di una società più che mai complessa e in crisi lungo il solco della République

Una scommessa e una sfida per l’Europa intera.

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